
Quando abbiamo deciso di proporre agli artisti di cui abbiamo parlato sulle nostre pagine virtuali delle interviste DIY (acronimo: Do It Yourself. Traduzione: fatevele da soli.), francamente non sapevamo cosa aspettarci. Abbiamo spiegato loro che la scelta dello strano format proposto era dovuta al desiderio di pubblicare qualcosa di diverso dalle solite interviste, con (più o meno) le solite domande (ma anche alla curiosità di vedere cosa ne sarebbe uscito!
) ed abbiamo aspettato. La prima artista ad inviarci una serrata (auto)intervista nella quale la donna “litiga” con l’artista è stata Simona Gretchen, al secolo Simona Darchini, che ringraziamo tantissimo per essere così simpatica e disponibile. La parola, ora, alle Simone.
Gemini & BountyD
Darchini: ”Giusto per esercitare l’escapologia ed evadere dal classico format per le interviste”, quelli di Headcleaner.eu mi hanno chiesto di farti dieci domande che nessuno ti ha mai fatto e che avresti sempre voluto ti venissero poste.
Gretchen: E tu cosa ne sai delle domande che non mi hanno mai fatto?
D: Io so Tutto.
G: Grandioso, diamo il peggio di Noi.
D: Bene.
D: Ti sembra un nome d’arte Gretchen?
G: Ti sembra un cognome Darchini? Hai presente quando ti hanno chiesto se fosse “davvero” il tuo cognome? Ho riso per una settimana.
D: Simona Gretchen ci è o ci fa?
G: Temo di esserci. Questo un po’ mi preoccupa. E dovrebbe preoccupare anche te.
D: Simona Gretchen è più ricca o più povera di quando non era Simona Gretchen?
G: C’è la lotta all’evasione fiscale, parliamo di cose serie.
D: Puoi abbassare il livello di guardia, sei molto più povera di prima.
G: Cavoli, hai ragione! Grazie, mi hai tolto un peso.
D: Credi in Dio?
G: No. Ma non ho le prove che non esista. In questi casi sospendo il Giudizio.
D: Eh?
G: Il problema non è Dio … è l’esistenza di CL, più che di terremoti e virus letali, a farmi dubitare della Sua onnipotenza.
D: ”Post-Krieg” sarà il titolo del tuo nuovo album o ep, a quanto pare. Si chiama così perché viene dopo ”Krieg” o perché manchi di fantasia?
G: Che tu ci creda o no, il progetto “Post-Krieg” è antecedente “Krieg”. Paradossalmente “Krieg” viene dopo “Post-Krieg”, e per questo così si chiama.
D: Ti senti bene?
G: Io benissimo.
D: “Venti e tre” parla della tua paura della morte?
G: ”Venti e tre” parla della mia paura di non avere paura della morte. Lo spirito di autoconservazione è importante, e io me lo dimentico in giro come fosse un paio di occhiali da sole. Poi parla di altre cose poco condivisibili in rete. Qualcuno dovrà spremersi le meningi.
D: Qualcuno deve averlo fatto, ti hanno anche premiato per quel testo.
G: Pensa se mi avessero premiato per quella favolosa metrica 14+13 che solo Mongardi avrebbe potuto risolvere in 27/8 da dividere in 9 battute in 3/8! Io il 27 neanche l’avevo visto. Comunque sì, era una Targa Giovani. Credevo nessuno mi avrebbe più dato nemmeno una Carta Giovani, ormai.
D: Una cosa che ti ha reso molto felice nell’ultimo mese?
G: Che mezzo mondo stia smettendo di accettare di continuare a farselo mettere in quel posto. Anche se più della metà di quelli che oggi agitano striscioni, di fronte alle stesse evidenze, ma portate avanti da meno persone, ieri sghignazzava e gridava “complottisti”. Di gente del genere non ci si può fidare.
D: E una che ti ha reso triste?
G: La comparsata dei Verdena ne “I soliti idioti”.
D: Voleva essere una domanda seria …
G: Mi vedi ridere? Un po’ di stile non fa male a nessuno.
D: Non hai senso dell’umorismo. E poi quel film non l’hai neppure visto!
G: Non ho “quel” senso dell’umorismo. E ho una cinquantina di film che mi aspettano prima di quello. Vuoi che ti costringa a vederlo modalità Alex-in-Arancia-Meccanica?
D: Uffa, con te è tutto inutile.
D: Pensi che servano le quote rosa anche nella musica indipendente?
G: Basta, me ne vado.
D: Tranquilla, lo so che questa te l’hanno già fatta un paio di volte. Piuttosto: fuori dall’Italia qualcuno sa qualcosa di te o ha sentito qualche tuo pezzo?
G: Non saprei … di sicuro qualche francese e un signore che si chiama Ellis di cognome.
D: Ellis lo scrittore?
G: No, Warren.
D: E quando pensavi di dirmelo?
G: Ti vedo distratta, ultimamente. Prova a mangiare di più.
D: È vero che da quando sei Simona Gretchen la tua vita si è complicata terribilmente?
G: Se preferivi l’anonimato bastava lo dicessi. Ti dispiace così tanto che dieci volte la gente di prima ti offra da bere e ti chieda di uscire?
D: No, se solo potessi bere e non stessi diventando un’eremita.
G: Non ti capisco. Ci divertiamo da matti, non ti pare?
D: TU ti diverti da matti. Comunque l’intervista è finita.
G: Chiedi scusa da parte mia a quelli di Headcleaner. E ringraziali. Un po’ ti odio.
D: Io di più.
Foto di Jacopo Lorenzini.
Non tutti sanno che:
Warren Ellis è un notissimo musicista e compositore australiano. Nel 1993 ha fondato i Dirty Three, band di rock strumentale, con la quale pubblicò nel corso degli anni diversi album, prima di collaborare in pianta stabile con Nick Cave and the Bad Seeds prima e con i Grinderman, la nuova band di “King Ink” Cave, poi .

