ASEPTIC VOID – Psychosis

ASEPTIC VOID - PsychosisAscoltare questo nuovo lavoro a nome Aseptic Void è come attraversare una palude in una notte nera come la pece: non siamo al sicuro, non siamo soli, non riusciamo a vedere i pericoli, percepiamo sospiri, rumori, sibili, anche voci e strani suoni, mentre i nostri piedi sprofondano nella melma.
Strane creature sembrano circondarci, strisciare al nostro fianco o vicino ai nostri piedi bagnati; le sentiamo, ma senza vederle.
Brividi freddi ci sfiorano mentre parliamo ad alta voce per farci coraggio.
Non siamo al sicuro, ma non abbiamo alternativa; questo ci dice la nostra mente, queste sono le percezioni.

Ci siamo isolati dal mondo reale, rinunciando ad ogni rapporto umano, ad ogni affetto, preferendo «affrontare un processo involutivo che prediliga la quiescenza iniziale a qualsivoglia forma di angoscia» [cito la mia recensione di “Carnal”, precedente lavoro a nome Aseptic Void].
È il modo in cui abbiamo deciso di vivere, poco importa se le presenze e i pericoli sono reali o meno, poco importa se dobbiamo fare i conti con vere creature o con i nostri fantasmi, con le costruzioni della nostra psiche, con i deliri e le allucinazioni che essa crea; è ciò che percepiamo!
Anche ricostruendo i motivi che ci hanno portato a tali esperienze allucinatorie, prendendo coscienza che tutto ciò è la conseguenza di una scelta più o meno obbligata dettata dai propri vissuti, dai propri traumi («C’era una volta un povero bambino che non aveva nè padre ne madre, erano morti e non c’era più nessuno al mondo. (…) E Siccome non c’era più nessuno sulla terra volle andare in cielo.». Brano tratto dalla 19a scena del “Woyzek” di Georg Büchner e citato nella traccia intitolata “Canto”.), uscire da una psicosi di tale gravità non è facile.

Davide riesce ancora una volta a tradurre in musica situazioni psichiche al limite e producendo un ottimo lavoro di Dark-Ambient. “Psychosis” è il naturale successore di quel “Carnal” in cui avevo lasciato Davide al suo percorso isolazionista dopo aver fatto brevemente capolino sul mondo esterno.
Complimenti vivissimi per aver creato un album di tale spessore, nonché per essere approdato alla Cryo Chamber di Simon Heath (Atrium Carceri).

 
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Immergiamoci nella palude psicotica… 😉

 

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